Marco Onofrio: Le origini della poesia quale atto magico di controllo – Dalla dimensione sciamanica alla dimensione mediatica – La poesia non ha un’immediata utilità pratica. Non ha uno scopo: quindi ha un valore (Parte II)

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Parnaso1 La poesia è da sempre principalmente canto e musica, perché nasce dalla notte dei tempi come atto magico di controllo e dominio delle energie cosmiche, come impronta sulla creta primordiale della materia, come mantra evocativo, come rito collettivo di fondazione e rappresentazione comunitaria: proprio giocandosi sul potere metafisico del suono che incarna la voce. Il poeta coincide con lo sciamano, col maestro di cerimonia. Poesia è lingua sacra che permette di comunicare con gli dei e dialogare con il regno dei morti: medium che avvicina universi distanti e paralleli, trasportando partecipanti e ascoltatori verso i regni oscuri dell’ignoto e precipitandoli nel “luogo ombelicale” dell’essere, alla radice dell’umana condizione. La poesia, nel suono e nella voce, libera dal tempo l’esistenza e manifesta il cuore essenziale della realtà, conferendo nome e senso a tutte le cose. Originariamente si tratta dunque di un rito collettivo di fondazione che, mitizzando il vissuto…

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