quotidiano_squallore

Con una certa amara rassegnazione alla volgarità del quotidiano

Nelle case gridano, negli appartamenti con le finestre spalancate per l’afa gridano gli adulti contro i bambini, i bambini contro l’esistenza. E per le strade urlano. Risate sguaiate e liti, voci rancorose che macinano ragioni, una litania di accuse, una nenia livida di recriminazioni, rimproveri, offese. Dalle finestre aperte madri con le caviglie ingrossate e le vesti unte di cucina tirano avanti per ore i loro strilli i loro monologhi rauchi contro invisibili nani di poche primavere. Nelle strade, in mezzo all’afrore di sporco e di fumo e di cicche uomini deformati dalla volgarità sostano riempiendo l’aria con voci altissime di frasi monotone, domande uguali sempre, risate offensive, rapide bestemmie e aggressioni.

I bambini girano in triciclo in un cortile sul quale sventolano tovaglie e magliette e altri stracci.

Il cielo estivo sarebbe così bello, ma nella cucina del primo piano, già buia, dove tintinnano e si sgretolano rumori di stoviglie, nessuno lo guarda.

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