Non pensare che le cose buone che ti capitano siano dovute alle persone che incontri. O meglio: non dipendono da loro, sono la TUA storia. Loro ti ricordano di aprire porte che ci sono già nel tuo palazzo interiore.
Così quando ti innamori di qualcuno, la bellezza che improvvisamente vedi nel mondo non dipende da quella persona, ma da una stanza improvvisamente aperta dentro di te, un tuo territorio nel quale non ti eri mai prima avventurato/a. Tornarci, adesso che sai dove si trova, non è difficile.
Insomma….non è nemmeno così semplice eh…..
Già. Questa è un’invocazione. Una scaramanzia. Un desiderio metaforfosato in dichiarazione descrittiva e normativa…
quello che hai scritto è esattamente quello che mi dice sempre il…mio amore! E ci credo.
se la chiave che apre le porte (e ne sono convinta) è l’amore, dovremmo imparare a lasciarlo scorrere senza dover necessariamente essere innamorati
sì, ma com’è difficile… sia innamorarsi sia non innamorarsi… sempre in bilico sul filo del “di più”…
Hai ragione, Elena. Non è difficile aprire quelle stanze, o esplorare quei territori. Semmai, la difficoltà ce la creiamo noi, ignorando l’esistenza delle maniglie per aprirne le porte ed entrarci…