STORIA DI FAMIGLIA
Presero i biglietti li chiusero dentro scatole di cartone
erano fiori strappati dalle aiuole
erano sotterranei e poi chiamarono a gran voce
e dall’alto fu loro risposto che non era ancora
il punto centrale quello che avevano toccato
l’esalazione picchiettò il fianco e dai fiori
uscirono rioni di città era notte e poi l’alba
sventolò le stoffe bianche molto leggere
la vastità delle case risuonò dei nomi dei bambini tutti belli
era molto intenso il blu dei loro ricordi
le lingue rotearono nelle bugie ma ridendo
e alla fine si strinsero perché il cerchio era tutto ciò che avevano piatti
molto ben decorati rotolarono a valle
e le montagne si chinarono di lato per far passare un nuovo fiume,
lui sottolineò il suo esserci con un colpo di tosse
poi le merende dei bambini le lacche sulle teste
il nero delle cozze e la gallina tesa nell’occhiata
toccarono tutti temi più importanti e alla fine
compresero la rettitudine del cielo che in tutto quel tempo
non aveva mai detto niente
il padre toccò il coniglietto.
La ragazza era seduta sul bordo della sedia.
La sua gonna ampia copriva tutto,
come un enorme fiore con la corolla floscia.
Il ragazzo, sperduto nella sua faccia magra, attendeva il proprio turno.
L’energia gli pendeva stazionaria
sotto le borse degli occhi.