Da bimba sognavo di costruirmi ogni cosa mi sarebbe mai servita. Era possibile costruire cannocchiali e canne da pesca, zattere per naufragi e racconti da leggere. Confezionavo sacchettini pieni di mandorle spellate per la sopravvivenza. Le rosicchiavo in un canotto giallo fermo in mezzo al giardino. All’orizzonte avanzavano i giganteschi palloni argentati dei depositi di greggio della Montedison.
Aspiravo all’indipendenza: un mondo costruito con le mie mani per quel che mi potesse mai servire.
Ma in questo modo si rimane dilettanti della vita in eterno. Non si può partire da zero per ogni cosa. I professionisti partono da un mondo già fatto.

però…che noia i professionisti!
I costruttori di mondi, invece, hanno sempre le scarpe rotte e qualche pentola sul gas che brucia, direi
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