Adesso con meno parole

sera

Adesso con meno parole

prova a dire quell’angolo del tempo

contro il quale sostenendo il niente

sei scivolata dentro

promesse nella sera e polveri

arancioni un affare

un soffiare incessante

di promesse e fiati e motori

ruggenti sull’asfalto e c’era una

scarpa con tanto di laccio emostatico

quando qualcuno

tentava un’endovena di realtà

alleggerita

di tutto quell’inutile

merci avariate

sulla sera pendevano

quadri di progenitori e tempie

pulsanti pensavano alla visione

ruggente di un ponte disseminato

di mine.

Oltre la scogliera c’era vagito

d’acqua e mulinelli atri di destino

era l’armata dei ricordi

che trafelati correvano alla

tua conquista – e tu che li guardavi

la visione delle cose – esatta -

come di metallo era

finalmente rifinita e crudele .

Nello spazio saturo e sazio

di violenza non scattò neppure un

topo da sotto l’armatura

dei necessari:

il tonfo assurdo di parole

stupì tutti come qualcosa

di mai udito

era un raglio d’asino era il tempo

rimasto fuori chiuso dietro la porta

era l’interno della cartolina

rimasta fra le pagine del libro

e con quella fra le dita

lui sventolò una libertà

che altri non conoscevano e

se ne andò

a cena.

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