Profitto

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Con grande eleganza rientrò d’un poco. Era l’alba dentro le scarpe, le mani, dentro la tosse. Fece attenzione, ripiegò per bene, dal punto in cui ora si trovava. Era facile, una volta che fossero note le pieghe e i loro versi. Con un martello spaccò la giornata, ne mise via i frammenti, raccogliendoli uno per uno. Alcuni pezzettini — i più piccoli — li mise dentro un salvadanai. Scosse per sentire il rumore che facevano, e fu soddisfatto: gli parve di aver trascorso un gran giorno, pieno di cose interessanti, tutte conservabili, risparmiabili, da mettere a profitto.

Insieme

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Nr. 5

INSIEME

Quando si riesce a non pensarci, diventa alto come una torre. Allora è il tempo giusto per andare a chiamare qualcuno e proporgli di salire là sopra. Sicuramente questo qualcuno vorrà negare che si tratti di una torre e che vi si possa salire. Voi farete di tutto per convincerlo. Cercherete una cartina geografica sulla quale siano indicate le attrattive del posto, gli orari di apertura e la possibilità o meno di salire là sopra.

Evidentemente sarà inutile, perché non esistono cartine del genere, e quel qualcuno lo sottolineerà con un mezzo sorriso. Inizierete a notare che ha i denti sporchi e vi troverete nell’imbarazzo: perché siete andati a chiamare quel qualcuno? Non potevate salire là sopra da soli? Credevate o non credevate che si può salire là sopra? No? E allora perché prima lo avete affermato con tanta sicurezza da tentare di coinvolgere qualcun altro? E perché vi siete messi in testa un’idea del genere? E perché avete iniziato tutta questa storia?

Life Is Now

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SMS

Noi abbiamo tutto il tempo del mondo. Abbiamo un’intera eternità di fronte. Durerà in eterno. In futuro. Potremo vivere tutto ciò che desideriamo. Ci sarà tempo. Ci sarà moltissimo tempo. In tutti I mondi che ci contengono. In tutti gli universi nei quali abitiamo. Dispersi nell’eternità. Ti amo da secoli. Ti conosco da tante vite. Non possiamo perderci. Abbiamo tutto il tempo del mondo. Ci ritroveremo. Potremo stare. Insieme. Staremo sempre insieme. Abbiamo un’intera eternità di fronte a noi.

(come una vetrina).

 

senza perché | tanto so | che qui c’è solo l’eco

 

alla fine sei riuscita a fare quello che volevi?

era questo che volevi?

è scomparsa la retorica, i legami e tutto il resto?

è scomparso tutto?

la merce avariata è stata tolta dagli scaffali?

come quei barattoli di ananas scaduto…

gli strascichi sono stati tagliati?

le alghe hanno inghiottito le statue affondate?

i forzieri hanno messo al sicuro i cuori?

sì, come in un copione della walt disney…

 

il silenzio ha un peso esagerato

grottesco, da circo

ci vorrebbe l’uomo forzuto per sollevarlo

e la donna cannone per dimenticarlo

volando via nel cielo mano nella mano

con un palloncino di consolazione

 

il silenzio cade addosso come un cappotto di piombo

e ti protegge da tutto

a patto però

di morirci dentro

 

e quando sorridi il silenzio ti ricorda

che le labbra si spaccano

perché sono fatte di tempo dimenticato

e non si muovono più

 

e non è bello dire cose sconvenienti

con il sangue sui denti

 

e niente potrà cambiare quello che sento

potrò nasconderlo e tacerlo

seppellirlo e dimenticarlo

potrò abbandonarlo in qualche luogo

fare finta di non averlo mai saputo, mai avuto

ci potrò costruire sopra montagne di parole

potrò negarlo

mi potrò ferire con un’eterna assenza

e in silenzio mi potrò allontanare a distanze siderali

ma ciò che è stato è

non cambia

cambio io

 

e non c’è niente

di più dannatamente grande

dentro il cuore

di questa cosa che non so più nominare

 

 

devo inventare nuove parole

effetto eco

 

 

 

Dioniso vuole giocare

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Image – Berlinde De Bruyckere - http://www.dromemagazine.com/it/berlinde-de-bruyckere-biopsies-of-art/
 
È vero che Dioniso abbandonò Arianna su quell’isola in modo infame e odioso, mentre lei era preda d’un sonno appagato e sorridente, mentre lei cedeva, a palpebre chiuse, alla seduzione d’un sentimento di troppo profonda felicità e in sonno lo amava d’un amore serio e smisurato.
Ma è anche vero che avevano provato a giocare a carte, ai dadi, a Monopoli, alla riffa, al bingo, al tresette, a ramino, alla cavallina, ai quattro cantoni in due, a palla prigioniera, a madamalamarchesa, a misciolò misciolò para la mano che te la do, a mosca cieca, a guardie e ladri, al gioco dell’oca, a Risiko, ai videogiochi, alla campana, a nascondino, a darsela e niente, niente era parso sufficiente a generare in Arianna, peraltro piacevole avversaria, il sacro fuoco della Partita.

Consapevolezze

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Non sa amare non sa amare è come se poi dovesse tagliare fare male mette le mani avanti molto sentimentale sempre molto sentimentale solo che alla fine è freddo come il blu è senza luogo in cui tornare dentro, si aggira là fuori in quello che vede ma dentro, dentro non ha niente solo discorsi nella testa e lo sguardo senza espressione il viso si rilassa il respiro respira il respiro è quello di sempre lo sguardo non dice niente non sa amare non sa amare non so amare so solo disperare so solo spingere le cose al limite so solo

Amori

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Image: Sasha Waltz – Dido & Aeneas

SITUAZIONI

Lei. Ha. Un amore segreto. Fatto solo di comunicazioni segrete. Fatto solo di altro tempo altro spazio. Non è un amore virtuale, perché si incontrano. Ma l’altro/altra è bloccato in un altro rapporto. Assoluta finzione di completa indifferenza. Due perfetti estranei che si scambiano messaggi brucianti. Amore perfetto e impossibile. Solo deviando lo sguardo si riesce ad essere nell’amore. Solo al buio. Solo in obliquo. Il ragazzo ha un amore segreto (la sorellina) che non sa come amare. Non si sa come dire esattamente, né come amare esattamente. Ognuno ha il suo animale con cui avere a che fare. Spaventoso e commovente a un tempo.

(2006)

©2013ElenaR.Marino

Passaggi

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Nr. 4

PASSAGGI

È così larga che non è possibile evitare di pensare come raggiungere l’altra sponda.

Soprattutto di notte – perché di notte i corridoi con le mattonelle sembrano fiumi lastricati di biancori siderali infiniti -, ci viene in mente che per raggiungere l’altra sponda dovremmo avere il coraggio di buttare via tutto il superfluo. A questo pensiero ci sentiamo soddisfatti ma anche un po’ vuoti, intelligenti ma anche doverosamente diffidenti verso noi stessi e le soluzioni che sembrano emergere dalla nostra mente notturna.

Si sa, con il buio gli spazi si dilatano e si restringono. Ma la nostra aria da furbi sciorina un’ombra che partendo dai nostri piedi arriva esattamente fino all’altra sponda, quella parte che, comunque, anche per questa notte, non siamo stati in grado si raggiungere con lucidità.

Lavabile

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Nr. 3

LAVABILE

Eventualmente lo si può lavare. C’è scritto sull’etichetta. Ma una volta sporco, cambierà per sempre colore e le tinte successive, che potrà prendere di volta in volta, non saranno che vani tentativi di riacquistare il colore originario che non tornerà mai più, mai più. Così chi lo possiede acquista con esso, senza soluzione, una piccola elaborata nota di rimpianto, che va a cifrarsi sul fondo dell’uno o dell’altro occhio. Certamente chi lo possiede – è bene insistere – non vorrà indossarlo, anche se lo porterà sempre con sé, pronto per ogni occasione. Inoltre gli costerà molte lacrime vedere quanto sia diffuso, come tutti ce l’abbiano, e che il semplice fatto che sia così difficoltoso tenerlo pulito non serve a dissuadere la maggioranza dal suo possesso. In fin dei conti lo si può possedere anche con tutta la sporcizia che di giorno in giorno si accumula sulla sua superficie. Si può non lavarlo mai. D’altra parte ciò non è utile ad arrestare la scomparsa del suo colore originario, che sarà comunque sommerso da strati di polvere e intaccato dal luridume come un dolce appetitoso dalle mosche. Una volta che lo si possiede, nulla servirà a medicare il rimpianto, per questa maledetta faccenda del colore.

 

(scritto prima del 1995)

©2013ElenaR.Marino

Falso orologio

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Nr. 2

FALSO OROLOGIO

Sembra un orologio. Infatti ha un cinturino, una cassa metallica con lancette e numeri da 1 a 12, addirittura una rotellina per la carica. È talmente simile a un orologio che alcuni, quando sono in ritardo, gli lanciano un’occhiata preoccupata, e quando sono in anticipo sbuffano tamburellando sopra il vetro con le dita. In verità non bisognerebbe mai tenerselo vicino quando ci si reca a letto per dormire, è pericolo, perché nel sonno, nel buio, durante la notte, quando gli occhi sono chiusi, quando le persiane sono abbassate e le scarpe riposano ai piedi del letto, quando la televisione è spenta e i rubinetti non gocciolano e solo il frigorifero freme con un gutturale sordo brontolio elettrico, allora ciò che sembra un orologio, ma solo in apparenza, rimane immobile, ma solo in apparenza, perché nel profondo invece muove tutti i suoi ingranaggi, in segreto rende il mondo sottile, sottile come la carta velina, sottile come la carta copiativa.

(scritto prima del 1995)

©2013ElenaR.Marino

Brevetto

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Nr. 1

BREVETTO

Estremamente pesante, bianco, poroso, con odore di vanillina, senza forma, senza sagoma, lo si distingue anche di notte tant’è bianco, lo si ritrova comunque, anche nei momenti peggiori esso è lì, lo hanno brevettato apposta, ci stanno guadagnando parecchio, dicono, serve per sbatterci la testa senza farsi male, ma anche per dimenticare subito il motivo che ce la fece sbattere, ormai tanti anni fa, forse secoli, forse millenni, forse ieri?

(scritto prima del 1995)

©2013ElenaR.Marino