Ritratto d'uomo #1

Elenchi costanti (ritratto d’uomo #1)

Ci sono cose che può accettare e cose che non può accettare. L’aver formulato nella mente questa frase già lo tranquillizza: se la ripeterà più e più volte durante tutto il giorno, fino a sera.

È il tipo d’uomo sempre preoccupato, sempre pensieroso. Anche quando si diverte o quando, come quasi tutti gli uomini, guarda una partita di calcio, mantiene invariabilmente una punta di pensierosità, come se si accorgesse di cose che nessun altro nota, e valutasse con costanza se sia il caso o meno di avvertire del dettaglio in questione il resto dell’umanità.

Ci sono cose che può accettare e cose che non può accettare.

Ma la preoccupazione maggiore consiste nel lento tracimare di ciò che non vuole – intimamente non vuole – all’interno della sua vita. Rumori, immondizia, puzza, stupidità. Lo affanna quotidianamente una lotta impari contro il serpeggiare di questi Quattro Grandi Mali. Talvolta dubita sia suo diritto combatterli, considerato quanto siano “normali” per le altre persone. Ma poi recupera l’antica idea di essere l’eroe di se stesso, testimone di tempi migliori, nei quali ciò che per lui ha valore morale ancora adesso, era allora di pubblica condivisione.

Così le cose che può accettare diventano sensibilmente meno, un numero limitato, e lui trascorre gran parte del suo tempo a perfezionarne l’elenco, aggiungendo dettagli immondi su dettagli immondi, rumori su rumori, odori su odori, comportamenti e frasi stupide a non finire. Il suo elenco comporta un lavorio costante, enciclopedico, ma il pensiero di essere impegnato in tal senso gli concede una sensazione riappacificante con il mondo, come se lui, per il fatto di essere in cammino verso una sorta di purezza, potesse sopportare una quantità maggiore di elementi negativi del vivere contemporaneo.

Solo così riesce a completare anche la lista delle cose che può accettare. Solo così può accettare qualcosa. Sapendo di aver preso posizione nel caos complessivo.

Ritratto d'uomo #1