Insieme

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Nr. 5

INSIEME

Quando si riesce a non pensarci, diventa alto come una torre. Allora è il tempo giusto per andare a chiamare qualcuno e proporgli di salire là sopra. Sicuramente questo qualcuno vorrà negare che si tratti di una torre e che vi si possa salire. Voi farete di tutto per convincerlo. Cercherete una cartina geografica sulla quale siano indicate le attrattive del posto, gli orari di apertura e la possibilità o meno di salire là sopra.

Evidentemente sarà inutile, perché non esistono cartine del genere, e quel qualcuno lo sottolineerà con un mezzo sorriso. Inizierete a notare che ha i denti sporchi e vi troverete nell’imbarazzo: perché siete andati a chiamare quel qualcuno? Non potevate salire là sopra da soli? Credevate o non credevate che si può salire là sopra? No? E allora perché prima lo avete affermato con tanta sicurezza da tentare di coinvolgere qualcun altro? E perché vi siete messi in testa un’idea del genere? E perché avete iniziato tutta questa storia?

Passaggi

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Nr. 4

PASSAGGI

È così larga che non è possibile evitare di pensare come raggiungere l’altra sponda.

Soprattutto di notte – perché di notte i corridoi con le mattonelle sembrano fiumi lastricati di biancori siderali infiniti -, ci viene in mente che per raggiungere l’altra sponda dovremmo avere il coraggio di buttare via tutto il superfluo. A questo pensiero ci sentiamo soddisfatti ma anche un po’ vuoti, intelligenti ma anche doverosamente diffidenti verso noi stessi e le soluzioni che sembrano emergere dalla nostra mente notturna.

Si sa, con il buio gli spazi si dilatano e si restringono. Ma la nostra aria da furbi sciorina un’ombra che partendo dai nostri piedi arriva esattamente fino all’altra sponda, quella parte che, comunque, anche per questa notte, non siamo stati in grado si raggiungere con lucidità.

Lavabile

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Nr. 3

LAVABILE

Eventualmente lo si può lavare. C’è scritto sull’etichetta. Ma una volta sporco, cambierà per sempre colore e le tinte successive, che potrà prendere di volta in volta, non saranno che vani tentativi di riacquistare il colore originario che non tornerà mai più, mai più. Così chi lo possiede acquista con esso, senza soluzione, una piccola elaborata nota di rimpianto, che va a cifrarsi sul fondo dell’uno o dell’altro occhio. Certamente chi lo possiede – è bene insistere – non vorrà indossarlo, anche se lo porterà sempre con sé, pronto per ogni occasione. Inoltre gli costerà molte lacrime vedere quanto sia diffuso, come tutti ce l’abbiano, e che il semplice fatto che sia così difficoltoso tenerlo pulito non serve a dissuadere la maggioranza dal suo possesso. In fin dei conti lo si può possedere anche con tutta la sporcizia che di giorno in giorno si accumula sulla sua superficie. Si può non lavarlo mai. D’altra parte ciò non è utile ad arrestare la scomparsa del suo colore originario, che sarà comunque sommerso da strati di polvere e intaccato dal luridume come un dolce appetitoso dalle mosche. Una volta che lo si possiede, nulla servirà a medicare il rimpianto, per questa maledetta faccenda del colore.

 

(scritto prima del 1995)

©2013ElenaR.Marino

Falso orologio

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Nr. 2

FALSO OROLOGIO

Sembra un orologio. Infatti ha un cinturino, una cassa metallica con lancette e numeri da 1 a 12, addirittura una rotellina per la carica. È talmente simile a un orologio che alcuni, quando sono in ritardo, gli lanciano un’occhiata preoccupata, e quando sono in anticipo sbuffano tamburellando sopra il vetro con le dita. In verità non bisognerebbe mai tenerselo vicino quando ci si reca a letto per dormire, è pericolo, perché nel sonno, nel buio, durante la notte, quando gli occhi sono chiusi, quando le persiane sono abbassate e le scarpe riposano ai piedi del letto, quando la televisione è spenta e i rubinetti non gocciolano e solo il frigorifero freme con un gutturale sordo brontolio elettrico, allora ciò che sembra un orologio, ma solo in apparenza, rimane immobile, ma solo in apparenza, perché nel profondo invece muove tutti i suoi ingranaggi, in segreto rende il mondo sottile, sottile come la carta velina, sottile come la carta copiativa.

(scritto prima del 1995)

©2013ElenaR.Marino

Brevetto

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Nr. 1

BREVETTO

Estremamente pesante, bianco, poroso, con odore di vanillina, senza forma, senza sagoma, lo si distingue anche di notte tant’è bianco, lo si ritrova comunque, anche nei momenti peggiori esso è lì, lo hanno brevettato apposta, ci stanno guadagnando parecchio, dicono, serve per sbatterci la testa senza farsi male, ma anche per dimenticare subito il motivo che ce la fece sbattere, ormai tanti anni fa, forse secoli, forse millenni, forse ieri?

(scritto prima del 1995)

©2013ElenaR.Marino