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Mai più

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Suscitò una tempesta e bevve il bicchiere, fino in fondo. Suo il dolore e l’afrore di vita che teneva tra le mani, colla di pensieri, sudiciume di dubbi.
Scosse la testa e nell’onda del movimento ritornarono a lui le minime figure degli altri, appuntati sul suo sguardo. — Divagare, — disse, e tentò uno sbadiglio.
Folate di nuova vita, nel quarto d’ora d’anticipo sulla chiusura, gli fecero promettere a se stesso che in nessun luogo, in nessun luogo mai, mai per alcun motivo, mai, mai e poi mai.
Più.