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Miei copioni teatrali on-line: ZONE (2002)

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E siccome ho scoperto casualmente, navigando in internet, che due miei testi teatrali erano disponibili on-line su un sito di copioni (http://www.gttempo.it/Copioni_M.htm), due testi  vecchi (del 2000 e 2002), ho deciso che tanto vale metterli anche qui…

ZONE

di

Elena R. Marino


Testo depositato S.I.A.E.
Pos. SIAE n°: 128122
Elena R. Marino©2002

Note di scena: Il testo è pensato come “monologo” suddiviso fra varie voci e un attore in scena, con grande apporto di musica e immagini. Il testo può essere tagliato a piacere, disarticolato, divenire a tratti corrente sotterranea e silenziosa di immagini, oppure eseguito così come io l’ho immaginato, nel flusso di una “danza” ipnotica fra voce e corpo dell’attore, immagini proiettate, voci rielaborate elettronicamente.
E. Marino

VOCI
adesso tu entri in una zona
che non avevi previsto forse non ricordavi esattamente il varco
quale passaggio cade la notte nera notte
nera
ricorda cose che non hai vissuto
leggi segni marcati sulla tua pelle
ascolta il vento fischia nelle zone cave
delle ossa diventi
labirinto
strumento altri ritmi altre
danze…
grande città di notte memoria dispersa fra strade che tornano su se stesse… tu entri in zona di memoria non avevi previsto questo
zona pensieri non previsti rifiuti gettati
nei depositi del niente aborti recuperati possibili futuri… zone
della mente labirinti
labirinti
labirinti dolore gioia
dolore gioia bianco
nero la bestia l’uomo
vita morte dolore
gioia la bestia uomo
sonno profondo risveglio
miele alla Signora del Labirinto
del labirinto del labirinto del labirinto

Ah!
Ero tutta luce un tempo!
Ero la dolcezza, il bianco nitido, le risate dei bambini, i frutti maturi, le mani ben lavate, il riflesso del sole negli occhi ridenti, la piega delle labbra che sorridono…
Poi arrivò Teseo, per uccidere il Minotauro…
Uomo di potere,
non eri un ragazzino, no…
avevi molto potere…
Cosa rimane di Arianna adesso?
Arianna l’assente…
Arianna dimenticata sull’isola lontana…
(ispirato e impersonale)…a lei piangente il solo Dioniso portò abbracci e aiuto, e nel cielo ne rese immortale il ricordo dalla sua fronte levando la corona e scagliandola fra gli astri… Vola quella per l’aria leggera e mentre vola le gemme in fuochi si mutano e, serbando la forma della corona, giungono nel cielo in una zona a mezza via fra l’Inginocchiato e Colui che tiene il serpente…
…a lei piangente il solo Dioniso portò abbracci e aiuto, e nel cielo…
…dietro le spalle dell’esausta immagine, là si rivolge anche quella Corona che Dioniso vi pose perché fosse glorioso emblema dell’assente Arianna…
…e alle nozze Dioniso donò ad Arianna una corona che Vulcano aveva fabbricato con oro e rubini indiani disposti a forma di rose: per questo motivo la costellazione si chiamò anche Corona di Vulcano…
Arianna… Arianna… Arianna…

ARIANNA
(ironico) …mi vedi, Tèseo, così splendente fra gli astri? …la donna che tu hai abbandonato? (Mi senti, Teseo nel labirinto delle voci?) La piccola ragazza che, fremendo d’amore per te, tutto ti ha rivelato dei grandi segreti del Labirinto e a te ha sacrificato la vita mostruosa di suo fratello?
(Pausa)
…Non l’hai forse raccontata così, la mia storia, al tuo ritorno in patria?
(Pausa)

VOCI
…venne da lontano il grande condottiero, con il suo esercito coperto di bandiere di pace…
“vogliamo solo conoscere il mistero del labirinto, sapere se là dentro c’è un nemico o un dio da adorare…
ci hanno parlato di qualcosa di difficile da comprendere, ma facile da provare…
qualcuno dice un mostro pronto a divorare il nostro futuro…
dobbiamo sapere…”.
(lento, scandito, assorto)
la memoria, la memoria è la peggiore delle cose…
ma per il sangue bevuto dalla madre terra non c’è rimedio
per chi ha violato la stanza verginale non c’è rimedio,
e tutte le correnti da un solo cammino muovendo
invano tenterebbero di purificare la mano lorda di sangue…
invano tenterebbero, Tèseo, di purificare la mano lorda di sangue, Tèseo, …(gridato con rabbia) la mano lorda di sangue!

ARIANNA
E quando io aprìi gli occhi per il freddo delle onde, che si spingevano fin dove giacevo sulla sabbia, dove ero stata da voi abbandonata, le mani legate, dove voi… sicuri che è fragile l’essere umano, ma ancora più fragile dovevo essere io, diversa da voi in tutto: patria, lingua, religione…
…ma ancora più fragile dovevo essere io, io che ero stata fra le vostre mani…
sicuri che è fragile l’essere umano, ma ancora più fragile dovevo essere io, diversa da voi in tutto: non certo uomo, non certo soldato, non certo eroe…
Io che ero stata fra le tue mani, ma non potevi, non potevi neppure far nascere il sospetto che io… che quello che avevi visto e fatto dentro il Labirinto non era… non era come tu…
non era quello che andavi dicendo… sicuri che è fragile l’essere umano, ma io…
E quando io aprìi gli occhi sulla spiaggia, là dove tu mi avevi abbandonato, la memoria, Tèseo, la memoria iniziò a dipanare il suo filo ostinato, e io nuovamente, io iniziai la danza ostinata che tu temevi, la danza Tèseo, che più di ogni altra cosa ti spaventava… iniziai la mia danza nella solitudine dell’isola…
(Pausa)
Non potevi, non potevi neppure far nascere il sospetto…
Quanti dei tuoi? Quanti dei tuoi sapevano? … Solo tu, Tèseo? Solo tu il responsabile di tutto? Tu solo l’eroe, certo, …non amavi condividere i vantaggi… ma il peso di ciò che tacevi, il peso di ciò che sfiguravi in oscena menzogna… il peso della memoria che non si cancella, la macchia sul vestito pulito, la piega della bocca che taglia in due il sorriso, la ruga sul viso che disegna una maschera a te stesso sconosciuta… tutto questo, Tèseo, tutto questo tu solo lo hai pagato?
Quanti dei tuoi soldati sapevano?
Quanti dei tuoi uomini, nelle zone sepolte della loro coscienza, pagano ancora il debito del Labirinto?

TESEO Come ti chiami? Dimmi il tuo nome.
ARIANNA Il nome mio? Il nome della Bestia? Il nome della Signora del Labirinto? Nome… non ti serve un nome… la parola che spacca, che sbrana… la mia danza nasconde e svela, annulla e salva… non ti serve un nome.
TESEO Accompagnami oltre la soglia…
ARIANNA Avrai paura, cerca la mia mano… un passo dietro l’altro lentamente…
TESEO Accompagnami, vorrei vedere quello che è nascosto laggiù…
ARIANNA Allora danza, danza con me passo dopo passo, tieni stretta la mia mano nel buio… vedi splendere le stelle? Guarda in alto, Tèseo, guarda in alto…
TESEO Non ci sono stelle qui dentro.
ARIANNA Guarda lassù!
TESEO Non vedo niente, è buio qui dentro.
ARIANNA Qui dentro danza, danza con me, danza passo dopo passo, tieni stretta la mia mano, Tèseo…
TESEO Sento il tuo respiro accanto a me…
ARIANNA Ascolta! …senti la musica… il suono che giunge fin qui… vedi quella luce! …presto saremo là… Togliti le maschere una dietro l’altra, un passo dietro l’altro, danza, danza con me, danza…
TESEO Accompagnami oltre la soglia, accompagnami fino in fondo, cosa è nascosto laggiù? Cosa si nasconde laggiù, cosa c’è nel fondo del buio?

ARIANNA
Aprìi gli occhi per il freddo delle onde… la notte sopra di me, la notte di gelo nel buio altissimo, il tempio della notte, le onde bianche di schiuma nella notte, e il niente, il niente del mare scomparso nel buio, il vento a correre per l’isola vuota, il vento senza parole, il suono del vento, l’isola vuota scomparsa dalla tua storia, l’isola del niente, della dimenticata, della nascosta, dell’abbandonata…
Sulla spiaggia della notte, sull’isola del niente, nel vento privo di parole ho ricordato… frammenti prima, poi il filo che legava… Tutto, spezzandosi, mi dava memoria, fuori dalla storia, dalla tua storia, fra i granelli di sabbia, Tèseo, ho ricordato i passi, i corridoi del Labirinto, ho ricordato la maschera sotto la quale nascondevi il tuo volto, e tutto, tutto spezzandosi nel dolore, nel male, tutto il vuoto, tutto il cielo della notte, il mare che non ascolta nessuna voce umana, le onde meccaniche, pronte a divorare senza pensiero ogni segno sulla sabbia, la carcassa dell’animale da voi ucciso per nutrirvi, il fuoco spento, la cenere, tutto, …il mio corpo, tutto, spezzandosi, mi dava memoria.. frammenti prima… ma poi il filo, il filo che lega ogni cosa…

TESEO Accompagnami oltre la soglia…
ARIANNA Avrai paura, cerca la mia mano… un passo dietro l’altro lentamente…
TESEO Accompagnami, vorrei vedere quello che è nascosto laggiù…
ARIANNA Ti accompagnerò, questo è il mio compito, farti danzare… e allora danza, danza con me passo dopo passo, tieni stretta la mia mano nel buio… vedi splendere le stelle? Guarda in alto, Tèseo, guarda in alto…
TESEO Non ci sono stelle qui dentro.
ARIANNA Guarda lassù!
TESEO Non vedo niente, è buio qui dentro.
ARIANNA Qui dentro danza, danza con me, danza passo dopo passo, tieni stretta la mia mano, Tèseo…
TESEO Sento il tuo respiro accanto a me
ARIANNA Ascolta! …senti la musica… il suono che giunge fin qui… vedi quella luce! …presto saremo là… Togliti le maschere, una dietro l’altra, abbandona le maschere… un passo dietro l’altro, danza, danza con me, danza…
TESEO Accompagnami oltre la soglia, accompagnami fino in fondo, cosa è nascosto laggiù? Cosa si nasconde laggiù, cosa c’è nel fondo del buio?

VOCI/PERFORMER
Cosa c’è nel fondo del buio?
Qui si danza, si danza… non parlare, Tèseo, non chiedermi cose per le quali non posso, con parole… qui si danza, si danza, Tèseo, qui le mani, strette alle mani, qui nella fila lunga che si dipana… i giovani, che danzano, invecchiano di mille anni e sanno cose che solo danzando si possono conoscere, e sono bambini vecchi di mille anni, sono bambini, che fuori dal Labirinto ricorderanno i giochi e il sorriso tranquillo e le risate… e le lacrime che verseranno, e la danza, la danza che porta al centro del cuore, e il sorriso, il sorriso che tranquillo rinasce a ogni sorgere del sole…

ARIANNA
Ma tu non mi ascoltavi, la testa ostinata, a spiare indietro, a destra, a sinistra, in ogni direzione, ti fermavi a segnare il cammino, – “dov’è il segreto!” – borbottavi fra te, ma io ti sentivo, mi sorridevi falso, “…sì, sì, certo, sono con voi… vi sto seguendo… sono qui, danzo anch’io, danzo…”
(Pausa)
“Qui c’è un segreto!” – borbottavi. Lasciasti la mia mano, la danza non poteva fermarsi, i canti salivano, salivano alti nel cielo… “Le stelle, Tèseo, guarda le stelle, lassù!”… “Qui non ci sono stelle! Ci siamo solo noi”.

VOCI
Il Labirinto.
Il dito che disegna la sabbia.
Qui, adesso.
Provo la mia voce nel vuoto, lascio che se la porti via il vento.
Ricordo, Tèseo, ricordo.
Nonostante le vostre spade, nonostante le vostre mani, nonostante le menzogne che mi avete tatuato sulla pelle… marchiato a fuoco!
Qui, adesso, celebro la memoria, compio l’atto che segna il tempo, il dettaglio sfuggito al tuo sguardo, l’azione che segreta e semplice è in piena evidenza eppure nascosta, il particolare, il pensiero che salva, l’ago che ricuce lo strappo, il passo di danza che riapre le zone sepolte, crea lo spazio che prima non c’era.
Qui, Tèseo, fuori dalla tua storia, io ricreo il mondo. E il suo labirinto.

ARIANNA/VOCI
Nel labirinto ho accarezzato il tuo volto.
Ho preso la tua mano, l’ho tenuta fra le mie.
Guàrdami. Guàrdami!
Non vuoi?
Ti imbarazza?
Toglimi la maschera…
Qui, adesso… è questo, solo questo…
Senti questo profumo… làsciati andare, làsciati portare dalle onde del suono, della danza… è questo, è solo questo, qui, adesso, è tutto qui… ma dietro il velo dei tuoi occhi, togliti la maschera, fìdati, làsciati andare, fìdati…
qui, adesso, questo è il momento, questo è l’istante…
qui, adesso, in questo luogo, questo è il momento, questo è l’istante…
il centro del labirinto…
(lunga pausa di silenzio sospeso)
… tu ti sei messo a ridere, a ridere, a ridere…
e non ridevi di gioia, di contentezza – questo l’avrei pur capito – no, tu ridevi di paura, di paura, … di terrore, ridevi e tremavi, ridevi e mi guardavi, mi fissavi… gli occhi dilatati…

TESEO/VOCI
…Il labirinto? …il centro del Labirinto… questo sarebbe il centro del Labirinto?
Questo silenzio vuoto? Questo niente? E tu? Tu saresti…
Io…

VOCI
Non voglio guardare.
Non voglio vedere.
Non voglio sapere.
(pausa)
Ti dico io come stanno le cose.
Tu, tuo fratello.
Tu quella cosa mezzo uomo, mezzo donna, mezzo animale.
Racconterò del tuo amore per me…
dirò che per me hai tradito te stessa…
Lui, lo ammazzerò, sarà la prima vittima
del primo sacrificio
sarà la base autorizzata di tutti i sacrifici
sarà il sangue sul quale si basa il mondo
dirò che il mondo si basa sul sangue…
Tu, tuo fratello.
Tu quella cosa mezzo uomo, mezzo donna, mezzo animale.
Mai più mescolanze, niente confusioni.
Il bene è bene.
Il male è male.
Tu sei il male.

MINOTAURO/VOCI
Il mondo-gabbia che hai inventato!
Il mondo-sangue che hai professato!
Il mondo-uno che hai imposto!
… poiché siamo mostri, mostri, mostri… e ci hanno cancellato, ci è rimasto un orrore liscio e levigato come uno specchio in cui riconoscere i vostri sguardi, ed è bene che tu non ci guardi, è bene che tu non guardi più nessuna cosa di queste zone del mondo, perché le nostre parole sono potenti e velenose, farebbero impazzire i tuoi poveri sogni i tuoi poveri desideri, perché noi siamo mostri, mostri, mostri… e il nulla ci appartiene, semplicemente, di noi non si parla, silenzio, fai silenzio, non dire le tue solite menzogne, non è ancora giunto il momento e se io volessi abbracciare teneramente qualcosa che abbia un nome prima urlerei di terrore e dolore perché sono un mostro, un mostro, un mostro.
Poi abbraccerei la notte.
(…)
Ma io non ho urlato. Nel fondo del labirinto io non ho urlato. Il mostro non ha urlato. Non ha barrito, non ha ruggito, non ha abbaiato. Il tuo mostro, Tèseo, il mostro del tuo terrore.
Dalla tua gola, amico mio, è uscito un urlo, …come di una donna, …come di un bambino… “non voglio!”, ripetevi “non voglio vedere!”… “non voglio sapere…”
Inginocchiato a terra non volevi più guardare.
Cosa avevi visto, Tèseo?
Ti sei sciolto dalla danza, sei andato in cerca dei tuoi terrori, dei tuoi incubi peggiori.
Cosa hai visto? Cosa hai visto in me?
“Tuo fratello, il mostro!” urlavi, “…metà uomo e metà animale… metà uomo e metà donna… metà vivo e metà morto… metà vincitore e metà vinto… metà vittima e metà carnefice!”.
Urlavi. Tutti i fantasmi, tutti i demoni dell’inferno come stanno bene racchiusi stretti dentro il cuore di un uomo terrorizzato! Terrorizzato, in preda alla tua paura, come un bambino, Tèseo! …ma tutto, spezzandosi, mi dà la memoria che non dà pace, la memoria che quando ostinata si insedia nella tua mente, vaga di pensiero in pensiero, e anche se non vuoi, anche se ti fa male, sussurra, contraddice le tue parole tronfie, spezza di stanchezza le tue gambe orgogliose, ti costringe a terra, le mani vuote, la schiena piegata, a chiedere perdono, Tèseo, a chiedere perdono… su quattro zampe, come un animale, come una bestia, Tèseo…
… l’animale, Tèseo, la bestia!
(…)
Dirò dell’urlo che non c’è stato… avete detto che ho urlato – non è vero – che ho pianto, che ho bestemmiato – non è vero – che mi avete bastonato fino alla morte, che mi avete calpestato, che ci avete ballato sopra il mio corpo, così come è prescritto dalle vostre leggi, dalle vostre religioni, affinché il vostro delitto donasse ricchezza a tutti, affinché dal sangue nascessero fertili le spighe di grano, i figli, le città!
…non è vero.
Avete detto che il sangue è sangue, soltanto sangue… e che il corpo di una donna è il corpo di una donna, soltanto un corpo, soltanto una donna… (con rinnovata ira) E che il corpo di un animale è soltanto il corpo di un animale e un animale è una bestia, e le bestie sono mostri se hanno un’anima e nessuno può permettersi un’anima se non è un vincitore! …Nessuno fra gli esseri umani, fra i mostri, fra le bestie o fra le donne…
… poi avete detto che il sangue non è sangue, e che il corpo di una donna non è solo il corpo di una donna, ma la terra che tutti calpestano e dalla quale tutti traggono nutrimento quando e come ne hanno bisogno… Così il corpo di un animale.
(legato e veloce, con dolore e ironia) …L’anima non è commestibile in questi casi, ma se pur ci fosse sarebbe un prodotto di scarto per il quale avete previsto opportuni rituali, si tratta di lavarsi le mani con una certa accuratezza, si chiede perdono, tre volte da una parte e tre volte dall’altra, a tutto c’è rimedio si trova un accordo anche con il divino, nonostante tutto il suo essere fuori dalla nostra portata anche il divino ama scendere a patti se si tratta di vincitori, e voi siete vincitori, se si tratta di un bene supremo e di questo avete esperienza, sapete esattamente quali parole dovranno essere pronunciate…
Avete detto che la vittoria è vittoria, che la forza è forza, che la luce è luce, che il buio è buio… Che il bene è bene, ed è distinto dal male, e voi siete il bene.
Hanno detto il mio nome, lo hanno pronunciato in molte storie, affinché ci fosse memoria della sconfitta… la memoria, Tèseo, scritta e riscritta per darti pace, per fare di te un eroe! (…)
“Vieni, prendi la mia mano… fìdati. Non aver paura. Sono tutte illusioni questi tuoi terrori, se tu non li rendi veri, se tu non regali loro la tua realtà…”
La tua realtà, Tèseo. La tua realtà.

MINOTAURO-ARIANNA
Sulla spiaggia della notte, sull’isola del niente, nel vento privo di parole ho ricordato… frammenti prima, poi il filo che legava… Tutto, spezzandosi, mi dava memoria, intrecciavo la mia corda fuori dalla storia, dalla tua storia, fra i granelli di sabbia, Tèseo, ho ricordato i passi, i corridoi del Labirinto, ho ricordato la maschera sotto la quale nascondevi il tuo volto, e tutto, tutto spezzandosi nel dolore, nel male, tutto il vuoto, tutto il cielo della notte, il mare che non ascolta nessuna voce umana, le onde meccaniche, pronte a divorare senza pensiero ogni segno sulla sabbia, la carcassa dell’animale da voi ucciso per nutrirvi, il fuoco spento, la cenere, tutto, …il mio corpo, tutto, spezzandosi, mi dava memoria… frammenti prima… ma poi il filo, il filo che lega ogni cosa…
Il filo che lega ogni cosa, Tèseo, questo il tuo terrore.
Io non so cosa ci sia sul fondo del Labirinto, noi che danziamo con sguardo veloce, con cuore leggero, bambini vecchi di mille anni che ricordano giochi e sangue versato…
La gioia, Tèseo, è un lavoro difficile, che si fatica a costruire. La tua distruzione dura pochi secondi, il silenzio che imponi è vecchio di millenni. La gioia, Tèseo, è il lavoro lento che tu mi fai dimenticare.
(pausa)
Percorro e ripercorro lo stesso spazio, la stessa zona della memoria in mille direzioni, perché se c’è ancora un senso da costruire io lo voglio costruire, passo dopo passo, voglio ricostruire la gioia… perché ricordo qualcosa che c’è stato, una felicità ora terribile perché dimenticata, cancellata, deformata dalla paura e dalla menzogna, dall’avidità e dall’arroganza, e ancora e sempre dalla paura, dalla paura di bambini troppo vecchi per essere consolati…, perché ricordo qualcosa che c’è stato, una felicità terribile talmente forte da provare, per questo sì, terrore…
(pausa)
Se catturi una preda la marchi a sangue, te ne servi per i tuoi divertimenti. La tua pietà è cinismo. Il tuo cinismo è l’inferno.
(pausa)
Io ascolto, nascosta, chiusa dentro, dispersa nei dettagli. Ho amato il Labirinto del mio cuore di un amore proibito. La mia saggezza, nella tua storia, è oscena. Ho mescolato il dolore e la gioia… la gioia che forte, più nera della notte, costruisce la mia corona.
Tu bambino, tu bambino, tu nel terrore della tua sconfitta, tu nel terrore che sconfitta e vittoria siano un’unica cosa, che vita e morte, che bene e male, che uomo e donna, che io e te, che tutto si mescoli in un’unica notte danzata da bambini vecchi di mille anni…
Il filo che lega ogni cosa, Tèseo, questo il tuo terrore. Il filo tenero, fatto di carne e di vita…

VOCI
Gli zoccoli! Il rumore sordo di zoccoli, l’animale che tenta la fuga, il mattatoio! La spada, le mani… la spada, le mani… lo afferrano!
Stretta fra le vostre mani ànsimo, stretta, mi inginocchio, mi piegate a forza le ginocchia… “l’animale e la terra sono un’unica cosa… Quello è il tuo posto!”, urlate, “Quello è il tuo posto”, urlate tu e i tuoi cento incubi, l’esercito dei tuoi demoni, i tuoi eleganti soldati.
Vittoriosi, vincenti, la forza è forza…
Vittoriosi, vincenti, la forza è forza…
“Io sono l’eroe!” – proclami – “Ci sia la giusta dose di piacere!”
(refrain)
Uccidi con le pietre, uccidi.
Uccidi con le lame.
Uccidi con le mani, uccidi.
Uccidi con le corde.
Uccidi con l’intelligenza, uccidi.
Uccidi con le leggi.
Uccidi per il tuo piacere, uccidi per la tua paura, uccidi per tenere in ordine il tuo incubo…

ARIANNA/PERFORMER
Non mi hai uccisa. Mi hai solo cancellata. Sull’isola.

VOCI
Il sangue che hai versato.
Padrone delle vite.
Signore di nulla, tronfio demonio meccanico che fai a pezzi membra umane, leghi osceni doveri a divinità inesistenti, cuci le pelli strappate con menzogne di sangue. Giudichi, condanni, escludi. Divori.
Povero bambino terrorizzato. Perso al centro del Labirinto che hai distrutto.
(pausa)
… E quando dal mare, giù all’orizzonte, iniziò a salire come un caldo abbraccio, la prima luce… quando il freddo nero della notte mi regalò ancora per qualche tempo lo scintillare gelido e perfetto delle stelle, quando la spiaggia si animò d’ombre appena sfumate al sorgere del sole, quando i profumi mi giunsero, i profumi di vite più ampie dei miei pensieri… quando udìi in lontananza i ritmi della danza, i ritmi della danza…

ARIANNA/PERFORMER
Quando sull’isola sorse il sole, io, Arianna, persi il mio nome, per sempre. Confusa alla festa di corpi che celebravano una gioia sconosciuta, tornai Signora del mio Labirinto. Splendente, nera, terribile e forte. Così come tu non potrai mai sapere. Così come tu non vuoi ricordare…
(pausa)
Splendente, nera, terribile e forte. Di una gioia sconosciuta, dimenticata.
…Parallela al tuo mondo, in un’altra zona della tua coscienza…

VOCI
… la menzogna, la menzogna… il male del mondo…
ma rimangono scritte, dentro le cose, più voci di quelle che tu vorresti sentire… di quelle che vorresti ascoltare…
(intimo)Tutto, spezzandosi, mi dà memoria, il male del mondo mi ricorda, mi ricorda la voce che si levava nella mia infanzia, voce di gioia, voce che medicava, guariva, il male del mondo lo vedo, non c’è istante né luogo che possa… il male del mondo, la voce rauca, le grida, l’urlo, i sussurri, le risate, le voci che piene di menzogna raccontano, raccontano, ordinano, affermano, il male del mondo… anche qui, su quest’isola sulla quale tu mi abbandonasti, il male del mondo lo vedo, lo sento… ancora danzo per attraversarlo…
Il Labirinto, Tèseo, il Labirinto non lo hai distrutto, non hai vinto il mostro, non hai conquistato me, non mi hai cancellata per sempre… non mi hai dimenticata!
… ricordi?
La memoria è la peggiore delle cose, quando ostinata si insedia nella tua mente, vaga di pensiero in pensiero, e anche se non vuoi, anche se ti fa male, sussurra, contraddice le tue parole tronfie, spezza di stanchezza le tue gambe orgogliose, ti costringe a terra, le mani vuote, la schiena piegata, a chiedere perdono, a chiedere perdono… su quattro zampe, come un animale, come una bestia…
la bestia, il mostro, il povero essere che muore e non ha redenzione, che chiede perdono su quattro zampe, chiede perdono di esistere… la memoria è la peggiore delle cose, la memoria della bestia che non vuole lasciarsi trascinare al macello, che ricorda i giorni di sole, la sazietà del ventre, l’assenza del pensiero, che ricorda, ricorda la vita…
La memoria è la peggiore delle cose, la memoria che io intreccio sempre, comunque, con la carne, con il sangue, con le viscere del mondo, la memoria, la memoria è la peggiore delle cose…
è la peggiore delle cose…
perché ti fa male
e ti riconduce di nuovo e di nuovo
davanti a quella soglia oscura
ti spinge dentro
dentro il…
labirinto.
(pausa)

ARIANNA/TESEO/MINOTAURO
Al centro del labirinto
ci accolse il silenzio.