Diario

Tieni separati i mondi, surfa con leggerezza tra uno e l’altro, apri e chiudi porte. Non rivelare tutti i tuoi nomi, non dare tutte le tue date. Non raccontare tutti i tuoi racconti, qualcuno tienilo sempre segreto, solo per te. Non disegnare sempre sulla carta, anche con gli occhi nei momenti di solitudine va bene. Non dire tutte le tue preghiere a voce alta. Non intrattenere sempre tutti. Se puoi, intrattieni solo per compassione, quando serve a salvarsi. Non usurare le tue parole, tieni sempre qualche verbo e qualche sostantivo in un cassettino meraviglioso di cose usate ma non troppo, non buttate in piazza a ogni occasione. Certe cose funzionano solo perché tu gli dài lo spazio nel quale essere protette. E poi chi se ne frega. Questa frase dilla più spesso. Alla fine di tutto, chi se ne frega. Non è elegante, ma è alla base di molte possibilità. Ciò che è bello è ciò che può sempre ricominciare da capo, nuovo.

Diario

Cumuli di tempo

Vermiglio - foto © 2015 Elena R. Marino
Vermiglio – foto © 2015 Elena R. Marino

Accumuli per dopo, sempre per dopo. Cataste. Chiodi arrugginiti. Pensieri, dettagli. Il legno si fa vena asciutta, sfugge l’urgenza. Case per insetti e brulicare di vita nel disordine. Per anni poi s’innalza l’ingorgo del tempo rimasto lì, asse su asse. Pericoloso come una trappola. Inutile e inevitabile. Tutti i giorni lo scantoni e prosegui per la tua strada. A ogni angolo lo ritrovi.

Cumuli di tempo

Ombre e sonni

Vermiglio - foto © 2015 Elena R. Marino
Vermiglio – foto © 2015 Elena R. Marino

Un uomo dorme appoggiato a una transenna, nel centro di una piazza.
Un uomo dorme sulla panchina dei giardini. Ma dopo l’ultimo intervento comunale le panchine sono state divise in due metà con un bracciolo in mezzo, perciò l’uomo dorme con il bacino sollevato, come un verme pronto a darsi la spinta per avanzare.
Un uomo dorme su un tavolino in un bar, la testa appoggiata sull’avambraccio, un bicchiere di birra accanto al braccio, un giornale spiegazzato perché letto da tutti sotto la guancia.
Un uomo dorme in piedi appoggiato alla parete di una vecchia casa. A guardarlo bene il muro è storto, perfettamente adatto ad appoggiarcisi sopra.
Un uomo dorme in autobus. È la terza volta che fa l’intero percorso.
Un uomo dorme con gli occhi aperti, fissa una signora che sta apponendo una firma, si trovano in banca.

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Ombre e sonni