Mai più

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Suscitò una tempesta e bevve il bicchiere, fino in fondo. Suo il dolore e l’afrore di vita che teneva tra le mani, colla di pensieri, sudiciume di dubbi.
Scosse la testa e nell’onda del movimento ritornarono a lui le minime figure degli altri, appuntati sul suo sguardo. — Divagare, — disse, e tentò uno sbadiglio.
Folate di nuova vita, nel quarto d’ora d’anticipo sulla chiusura, gli fecero promettere a se stesso che in nessun luogo, in nessun luogo mai, mai per alcun motivo, mai, mai e poi mai.
Più.

Silenzi

Il silenzio della stoffa capitò fra le sue mani, mentre gocce di sudore scivolavano in schiocchi sul pavimento.
Trovò l’entrata dei propri pensieri e fu felice di un’ombra sul muro, perché qualche traccia di sé era rimasta al di fuori di sé. La brezza sospirò, e lui si accasciò a guardarla, perché era bella.

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Leggeri

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Sollevato da entrambe le parti, un sollievo di vento che spartiva i capelli in parti uguali, ed erano tutti là dentro, nello stanzone. Il freddo lui non lo sentiva, ma il vocione di quel cretino, quello sì. La pretesa di aver qualcosa da dire, quella voce alta e grossa e arrogante, d’animale da monta, che riempiva la mattina serena, la rovinava, in effetti.
Slacciò più volte la scarpa e rifece il nodo, ogni volta cercando una perfezione che nella sua vita era impossibile.
Le cose le si acchiappa al volo, quando si è leggeri: le cose, i pensieri, i colpi di fortuna, la vita in sé.

Non tutto è male

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Giardio delle Vergini – Arsenale, Venezia (Italy) – photo by E. R. Marino, 2013

Slancio congiunto dentro la zona di luce portatile, un ticchettio di memoria, la buccia di una banana e nuova solarità — era forse agosto o settembre, ma la giornata piegava verso il seppia di un’emozione, e c’era anche qualche colore, già perduto e prezioso e adolescenziale di vecchiaia —. Così nell’ambito dell’ebbrezza riuscimmo in qualche modo a imparare tecniche di sopravvivenza, parole chiave e ammonimenti da conservare in tasca.
Dopo tutta quell’istruzione, felici dei nostri cedimenti, ci sentimmo materia di spargimento e dissoluzione, polvere d’emozione, finemente triturata, poltiglia stellare, fabbricata a norma di legge, nel cuore delle cose stesse, onorati.