“XY” | Secondo album dell’ XYQUARTET di Fazzini e Fedrigo | su nusica.org

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“XY”, SECONDO ALBUM DELL’ XYQUARTET DI FAZZINI E FEDRIGO
internamente ascoltabile e liberamente scaricabile dal sito di nusica.org
XYQuartet è un progetto nato nel 2011 a Nordest, tra Veneto e Friuli, dall’incontro di due identità artistiche complementari, quelle del sassofonista Nicola Fazzini e del bassista Alessandro Fedrigo che creano, con il vibrafonista Saverio Tasca e il batterista Luca Colussi, una musica scritta, originale e innovativa, provvista di profonda coerenza e omogeneità.
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XYQuartet attraversa diversi linguaggi musicali e artistici aggiornandoli alla contemporaneità, esplorando nuove strade compositive con un approccio curioso che si può definire ‘oltrejazzistico’. La X di Fazzini e la Y di Fedrigo costituiscono due approcci musicali e due idee come due sono i loro strumenti, il sax alto e il basso acustico.
Il primo album “Idea F”, edito dall’etichetta trevigiana nusica.org, è stato premiato tra i migliori 100 album nei JAZZiT Awards 2012 e plurirecensito; in esso…

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“XY” | Secondo album dell’ XYQUARTET di Fazzini e Fedrigo | su nusica.org

Occorre essere molto forti per essere se stessi

Occorre essere molto forti per essere se stessi non c’è storia nelle pieghe dei dubbi solo monetine dimenticate scivolate fra la fodera e le intenzioni di un tempo, giacche e pantaloni dismessi.
Abiti appesi, in fila dentro gli armadi, e tutte le cose che abbiamo perso smarrito dimenticato, le scarpe nella scarpiera, il sale nella saliera, il sangue sui denti.
Armadi e cassetti, mensole e sportelli, fili di polvere che s’incamminano lungo i margini delle pareti, un lento vagare d’immobilità, un colpo, due colpi, un tambureggiare, un diaframma.
Nella casa sono i depositi, nelle stanze i cumuli di sale, le montagne.
Dentro le scarpe i passi, dentro i passi le andate.
Nei cassetti i tovaglioli, dentro i tovaglioli le labbra, dentro le labbra le parole, dentro le parole il silenzio che non ha pace.
Premi invio e s’alza il giorno. Arrotoli il telo delle menzogne e dietro c’è lo spettacolo. Tu sei lì che dirigi con l’archetto un’orchestra di suonatori. Ognuno si è dimenticato di te e sta cercando di ricordare, violini violoncelli trombe tromboni clarinetti bassotuba corno inglese piatti e c’è persino un triangolo d’ottone, che trilla ogni mattina alle 7.30, in questa sinfonia sgangherata che porta il tuo nome.

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Occorre essere molto forti per essere se stessi

Dubbi esistenziali?

Isolati dentro nuvole di lusso tutto quello che avevamo da dire lo abbiamo perso per strada per questo torno indietro più volte al giorno, in pensieri parole, opere omissioni, per la mia vita, la mia vita, la mia massima vita e tutto questo assume tinte che penso potrei modificare a mio piacere se solo trovassi il centro dei miei pensieri.

Oggi si diffonde una colonna sonora

Oggi si diffonde una colonna sonora con un andamento ritmico serrato e le voci dei negozianti e dei clienti che ciangottano sui prezzi del mondo sono irrilevanti e trascinate via da un rush di violini molto decisi ed estranei. È questo il bello, quando si può essere liberi, non lo dimenticare mai. È come una polla, dove sgorga acqua che ti disseta, ed è al centro del tuo petto, e tu sei il pellicano che ferendosi nutre se stesso, e più forte diventa, e più bello, più invisibile, più capace di sbattere le ali dentro il vento che pochi sentono. In fondo cosa conta? Siamo forse qui per qualcosa di sensato? Hai mai trovato un senso nell’essere qui? Rassicurati: è pura illusione.

Ma in fondo non è neppure detto che l’illusione…

Ma in fondo non è neppure detto che l’illusione non sia realtà. In fila per le compere esseri targati donna ed esseri targati bambino ed esseri targati uomo si dimenticano ogni cosa e si ricordano solo quello che è scritto sui foglietti della spesa: uno strofinaccio, un dixan, dei pomodori, le sottilette, una scatola di tonno, un mondo di marche.

Ricorderanno la marca migliore?

Se ne ricorderanno, in fin di vita, delle marche? Seguendo i sentieri indicati nel Libro Tibetano dei Morti, superando la soglia, ricorderanno la migliore marca di detersivo per la lavastoviglie? E se l’avranno dimenticata, troveranno mai il sentiero per rinascere, o comunque il biglietto per proseguire il viaggio in qualunque direzione? E se l’avranno dimenticata e spariranno nel nulla, sarà stata degna la sparizione nel nulla di quei neuroni così impregnati di dixan? Ne sarà valsa la pena?

Dubbi esistenziali?