“XY” | Secondo album dell’ XYQUARTET di Fazzini e Fedrigo | su nusica.org

Originally posted on Amedit magazine:

“XY”, SECONDO ALBUM DELL’ XYQUARTET DI FAZZINI E FEDRIGO
internamente ascoltabile e liberamente scaricabile dal sito di nusica.org
XYQuartet è un progetto nato nel 2011 a Nordest, tra Veneto e Friuli, dall’incontro di due identità artistiche complementari, quelle del sassofonista Nicola Fazzini e del bassista Alessandro Fedrigo che creano, con il vibrafonista Saverio Tasca e il batterista Luca Colussi, una musica scritta, originale e innovativa, provvista di profonda coerenza e omogeneità.
xyquartet_pavimento-bis
XYQuartet attraversa diversi linguaggi musicali e artistici aggiornandoli alla contemporaneità, esplorando nuove strade compositive con un approccio curioso che si può definire ‘oltrejazzistico’. La X di Fazzini e la Y di Fedrigo costituiscono due approcci musicali e due idee come due sono i loro strumenti, il sax alto e il basso acustico.
Il primo album “Idea F”, edito dall’etichetta trevigiana nusica.org, è stato premiato tra i migliori 100 album nei JAZZiT Awards 2012 e plurirecensito; in esso…

View original 338 altre parole

IMG_1356-0

Occorre essere molto forti per essere se stessi

Occorre essere molto forti per essere se stessi non c’è storia nelle pieghe dei dubbi solo monetine dimenticate scivolate fra la fodera e le intenzioni di un tempo, giacche e pantaloni dismessi.
Abiti appesi, in fila dentro gli armadi, e tutte le cose che abbiamo perso smarrito dimenticato, le scarpe nella scarpiera, il sale nella saliera, il sangue sui denti.
Armadi e cassetti, mensole e sportelli, fili di polvere che s’incamminano lungo i margini delle pareti, un lento vagare d’immobilità, un colpo, due colpi, un tambureggiare, un diaframma.
Nella casa sono i depositi, nelle stanze i cumuli di sale, le montagne.
Dentro le scarpe i passi, dentro i passi le andate.
Nei cassetti i tovaglioli, dentro i tovaglioli le labbra, dentro le labbra le parole, dentro le parole il silenzio che non ha pace.
Premi invio e s’alza il giorno. Arrotoli il telo delle menzogne e dietro c’è lo spettacolo. Tu sei lì che dirigi con l’archetto un’orchestra di suonatori. Ognuno si è dimenticato di te e sta cercando di ricordare, violini violoncelli trombe tromboni clarinetti bassotuba corno inglese piatti e c’è persino un triangolo d’ottone, che trilla ogni mattina alle 7.30, in questa sinfonia sgangherata che porta il tuo nome.

IMG_1356-0.JPG

Le mura di Trento - photo by E. R. Marino

Dubbi esistenziali?

Isolati dentro nuvole di lusso tutto quello che avevamo da dire lo abbiamo perso per strada per questo torno indietro più volte al giorno, in pensieri parole, opere omissioni, per la mia vita, la mia vita, la mia massima vita e tutto questo assume tinte che penso potrei modificare a mio piacere se solo trovassi il centro dei miei pensieri.

Oggi si diffonde una colonna sonora

Oggi si diffonde una colonna sonora con un andamento ritmico serrato e le voci dei negozianti e dei clienti che ciangottano sui prezzi del mondo sono irrilevanti e trascinate via da un rush di violini molto decisi ed estranei. È questo il bello, quando si può essere liberi, non lo dimenticare mai. È come una polla, dove sgorga acqua che ti disseta, ed è al centro del tuo petto, e tu sei il pellicano che ferendosi nutre se stesso, e più forte diventa, e più bello, più invisibile, più capace di sbattere le ali dentro il vento che pochi sentono. In fondo cosa conta? Siamo forse qui per qualcosa di sensato? Hai mai trovato un senso nell’essere qui? Rassicurati: è pura illusione.

Ma in fondo non è neppure detto che l’illusione…

Ma in fondo non è neppure detto che l’illusione non sia realtà. In fila per le compere esseri targati donna ed esseri targati bambino ed esseri targati uomo si dimenticano ogni cosa e si ricordano solo quello che è scritto sui foglietti della spesa: uno strofinaccio, un dixan, dei pomodori, le sottilette, una scatola di tonno, un mondo di marche.

Ricorderanno la marca migliore?

Se ne ricorderanno, in fin di vita, delle marche? Seguendo i sentieri indicati nel Libro Tibetano dei Morti, superando la soglia, ricorderanno la migliore marca di detersivo per la lavastoviglie? E se l’avranno dimenticata, troveranno mai il sentiero per rinascere, o comunque il biglietto per proseguire il viaggio in qualunque direzione? E se l’avranno dimenticata e spariranno nel nulla, sarà stata degna la sparizione nel nulla di quei neuroni così impregnati di dixan? Ne sarà valsa la pena?

stilo

“tekno, il respiro del mostro” / andrea zambelli

Elena Marino:

Add your thoughts here… (optional)

Originally posted on slowforward:

L’arte contemporanea, la scrittura di ricerca, come cose che hanno già propri referenti e punti di dialogo (e punti di contatto nella percezione e nelle culture – o in alcune culture occidentali / metropolitane), sono da non pochi anni entrate in tante forme nella normalità (eccezionalità) delle percezioni e degli stimoli che ci attraversano, dei codici con cui abbiamo a che fare.

(Dal video: “è una musica non convenzionale, senza strofe e ritornelli che si ripetono come una cantilena ma fatta di tanti rumori e frasi che si ripetono e si sviluppano molto velocemente, che ti fanno perdere tutti i punti di riferimento, e questo spinge a non pensare più in modo convenzionale”).

it isn’t conventional, there aren’t stanzas and refrains in continuous repetition. on the contrary, a load of noises and sentences in repetition and very quick development that make you lose all your benchmarks. you are forced to stop…

View original 6 altre parole

Diamond+Dancer+Cover+++medium

Diamond Dancer

She was dancing so hard
She danced herself into a diamond
Dancing all by herself
Dancing all by herself
And not minding

Doing the the thing as she dreamed it
Doing the the thing as she dreamed it

Her skin was sky blue
Her skin was sky blue
Under the lights
Diamond dancer, diamond dancer

She was dancing so hard
She danced herself into a diamond
Dancing all by herself
Dancing all by herself
And not minding

And the one thing on her mind was
The one thing on her mind was:
It’s time I gave the world my light
It’s time I gave the world my light
Starting tonight

Diamond dancer, diamond dancer

– Bill Callahan

 

 

Promises

You better belive I’m coming
You better believe what I say
You better hold on to your promises
Because you bet, you’ll get what you deserve
She’s going to leave him over
She’s gonna take her love away
So much for your eternal vows, well
It does not matter anyway

Why can’t you stay here awhile
Stay here awhile
Stay with me

Oh, all the promises we made
All the meaningless and empty words
I prayed, prayed, prayed
Oh, all the promises we broke
All the meaningless and empty words
I spoke, spoke, spoke

Do-do-do, Do-do-do,
Do-do-do, Do-do-do

What of all the things that you taught me
What of all the things that you’d say
What of all your prophetic preaching
You’re just throwing it all away
Maybe we should burn the house down
Have ourselves another fight
Leave the cobwebs in the closet
‘Cos tearing them out is just not right

Why can’t you stay here awhile
Stay here awhile
Stay with me, oh oh

Oh eh, oh eh, oh eh,
oh eh, Oh Eh x3

Do-do-do, Do-do-do,
Do-do-do, Do-do-do