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Esercizio di scrittura n° 2

SE…

“SE davvero muove il sole,

SE muove il sole e l’altre stelle…”

(Mariangela Gualtieri)

 

“Ma SE non ci fosse il cielo diurno o quello

stellante cielo SE. Come bruchi

noi allora, come fiori schiacciati

nei libri”

(Mariangela Gualtieri)

 

SE

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!”

(Rudyard Kipling, Se)

 

Spiega dell’esercizio: a partire da un “se”, tutte le ipotesi possibili, possibilmente che saltino a piedi pari troppa logica, e atterrino nella sabbia del cuore/immaginazione (più come Gualtieri che come Kipling).

 

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Esercizio - training

Esercizio di scrittura n° 1

IO spingo da parte il cielo, apro le porte

TU non piangi più, mandi bagliori

EGLI è nella strada, asciutto, fiume senza più acqua

Come vecchi NOI parliamo del passato, cigoliamo come porte aprendo i pensieri

VOI esultate e non avete motivo, siete fiori e fiorite senza criterio

ESSI non guardano il salire o lo scendere del sole. Non aprono le finestre, non gioiscono delle carezze.

***

Spiega: invito chiunque a riscrivere in sei movimenti a partire dai pronomi. Le immagini devono essere alogiche ma metaforiche, significative. Buon esercizio.

 

Esercizio - training

Esercizio – training

file di alberi alle albere

Elegia

file di alberi alle albere

I piedi sotterrati ancora camminano
volgono il mondo in strada, e tempio
per un cammino lento.
Tu che non credi non scacciare
l’accompagno silente che ti ama
perché tutto ciò che vive è ombra
di un più rotondo esserci del sogno.
Sii gentile, sempre, con il nulla.
Ti porti appresso un mondo che non sai
e sapere di non sapere è l’umana ultima
natura, una missione, non mestiere.
Sii gentile sempre all’incontro
perché gli esseri in fondo, anche i peggiori
non hanno che il conforto
del tuo cenno.

Marco Onofrio: Le origini della poesia quale atto magico di controllo – Dalla dimensione sciamanica alla dimensione mediatica – La poesia non ha un’immediata utilità pratica. Non ha uno scopo: quindi ha un valore (Parte II)

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Parnaso1 La poesia è da sempre principalmente canto e musica, perché nasce dalla notte dei tempi come atto magico di controllo e dominio delle energie cosmiche, come impronta sulla creta primordiale della materia, come mantra evocativo, come rito collettivo di fondazione e rappresentazione comunitaria: proprio giocandosi sul potere metafisico del suono che incarna la voce. Il poeta coincide con lo sciamano, col maestro di cerimonia. Poesia è lingua sacra che permette di comunicare con gli dei e dialogare con il regno dei morti: medium che avvicina universi distanti e paralleli, trasportando partecipanti e ascoltatori verso i regni oscuri dell’ignoto e precipitandoli nel “luogo ombelicale” dell’essere, alla radice dell’umana condizione. La poesia, nel suono e nella voce, libera dal tempo l’esistenza e manifesta il cuore essenziale della realtà, conferendo nome e senso a tutte le cose. Originariamente si tratta dunque di un rito collettivo di fondazione che, mitizzando il vissuto…

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«Chi parla con me in voce di contralto […]?». Una nota su Prove di libertà di Stefano Dal Bianco

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di Daniele Iozzia

Prove di libertà

Prove di libertà è la quarta raccolta di poesie di Stefano Dal Bianco, padovano, classe 1961. La silloge, pubblicata nel 2012 nella collana “Lo specchio” di Mondadori, è preceduta da Ritorno a Planaval (2001) e dalla prima raccolta del 1991, La bella mano, seguita a breve distanza da Stanze del gusto cattivo, sempre dello stesso anno. Proverò a elaborare qualche considerazione sull’ultima raccolta del poeta.

Nella geografia della poesia contemporanea la declinazione personale di Dal Bianco si è distinta inizialmente per la chiarezza dell’espressione, la progressiva rarefazione di un’impronta stilistica marcata, la tensione verso il grado zero della scrittura. Di fronte ai tentativi neometrici e neosperimentali di rivitalizzare manieristicamente le forme chiuse, dal sonetto alla sestina, da parte di personalità come Valduga o Frasca, di fronte alla tragicità dell’esperienza connotata in senso verticale e ultralirico (Anedda), all’intellettualismo geometrico e razionale del primo Magrelli, o all’oscillazione…

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http://www.filippin.it/casar/testi/dalma.htm

Viatico

[Immagine: incisione di Dalma Stella Bresolin]

 

(L’insieme dei coralli, sotto il tuo sguardo

il vago andare di ninnoli e sonnolenze, sempre accese

e piene – lo sguardo intonso

il calamaro e l’arnia piena

di parole che adesso scivolano fuori

ribaltando la credenza la madia

sconosciuto oggetto che rimbalza

la tua nuova appartenenza

a quelli che hanno messo piede

oltre la linea

a quelli che hanno

la cicatrice di guerra.

Oggetti riposti sotto lenzuola

modalità di nascondimento e ritaglio

d’intenzioni le carte disseminate sul terreno

a indicare una strada un bosco nella memoria

strappate le viscere della città.

Tu ricordati di ascoltare le tue voci numerose

le tue api

per trovare la via dell’andata o del ritorno

ascolta

nelle gocce d’acqua tra gli imperativi torvi

la voce fievole che risana

lo zigzagare nascosto

la nuova andatura dei piedi

disciolti nel cammino)

 

Sciolse i dubbi sorrise è fatta disse

e tutti si strinsero la mano pareva

un sogno ma si trattava

di mettersi in viaggio.

Non è ancora nota la meta.

 

 

Sono entrata nella mia cattedrale

Sono entrata nella mia cattedrale
l’ampio spazio del desiderare
più profondo.

Ho pregato senza pregare dopo
un lungo sgomento: c’era quiete
e tutto il tempo del mondo.

La scelta era ampia: mancava
solo il mio nome al firmamento
dello splendore.

Per ricordarlo dovetti da capo
scegliere ogni istante
della mia vita ed essere ancora
giù fino in fondo la creatura
che ero stata.

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foto di Francesco Bronzi – Abbazia di San Galgano – http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/22749959

Rinascite

Tolto il vento ci fu silenzio
e loro, abbandonate le scarpe
entrarono fendendo
la superficie acquorea ancestrale
s’immersero per un battesimo
nel proprio stanco terrore di vita.

Rialzarono la testa a grondare
con gli occhi chiusi, seppero
l’uno dell’altra l’impensabile.
Era tutto trascorso andato e ruppero
gli indugi: dimenticarono.

Fu un attimo ma durò così tanto
che rinacquero.

In tutta un’altra storia.

krk